La nostra Chiesa ha portato avanti, in questi ultimi anni, una riflessione sul senso della diaconia intesa come servizio e testimonianza efficace di quell'Evangelo che è alla base della vita della comunità. Ne è emerso un documento (Carta della Diaconia) che tiene conto dell’esperienza del passato, ma precisa meglio le finalità, i principi e le ragioni degli interventi diaconali. Avere dei progetti concreti e condivisi ha significato delimitare la solidarietà in base ai problemi reali.
Fare diaconia non significa infatti far fronte all’emergenza e neppure incoraggiare l’accattonaggio, ma significa piuttosto accogliere ed accompagnare chi ha bisogno in un percorso, di durata limitata, che conduce al superamento delle situazioni di disagio ed all’ acquisizione della giusta dignità di persona nella società.
Infine l’idea di organizzare il lavoro annualmente sulla base di progetti si prefigge lo scopo di stimolare all’interno della comunità più fantasia e leggerezza, al fine, oltre che di valorizzare i volontari e le volontarie e di tutelarli nello svolgimento della loro preziosissima collaborazione, anche di far prevalere tali caratteristiche sull’improvvisazione e sull’iniziativa estemporanea individuale, che sono aspetti poco funzionali ad uno svolgimento ordinato, continuativo ed efficiente dell’attività diaconale nella comunità.
CARTA DELLA DIACONIA
“Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Marco 10,45)
La fede è la risposta delle donne e degli uomini di ogni tempo all’amore di Dio per le sue creature che ci è testimoniato dalle Scritture dell’Antico e del Nuovo Testamento e che ci è mostrato in modo particolare dal dono di Suo Figlio Gesù Cristo.
La diaconia è annuncio del Regno di Dio ed esortazione alla speranza: questo è il fondamento di ogni servizio verso gli altri. Senza la speranza del Regno che viene e senza il riferimento alla comunità che si confessa credente, la diaconia perderebbe il suo carattere cristiano. Infatti la Chiesa riceve la vocazione a testimoniare l'amore di Dio in parole e in atti ed ha come obiettivo, attraverso Cristo, l'annuncio della liberazione da ogni male: essa deve ricercare la giustizia per ogni essere umano e questa esigenza si esprime appunto con l’attenzione ai bisogni dei più piccoli che Gesù guarda come fratelli e sorelle. La Chiesa, attraverso la sua testimonianza, deve dare spazio all’azione di Dio nella prospettiva del suo Regno.
Oggi devono essere consolati gli afflitti, rassicurati i delusi, saziati coloro che hanno fame e sete di giustizia; oggi si deve combattere per la pace; oggi possono rallegrarsi e giubilare i perseguitati per motivo di giustizia. Nella perfezione del Regno di Dio tutto ciò non sarà più necessario.
Il degradarsi delle relazioni sociali, le ingiustizie tra Nord e Sud del mondo ed i conflitti che conducono a una intensificazione dei flussi migratori, gli squilibri economici causati dallo sfruttamento abusivo delle risorse del pianeta, sono realtà che influiscono sulla vita quotidiana degli uomini, delle donne e delle famiglie e, attraverso la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, conducono ad un aggravamento delle situazioni di precarietà e miseria.conducono ad un aggravamento delle situazioni di precarietà o di miseria.
Diaconia comunitaria. Riferendosi a queste linee di fondo, la chisa valdese di Torino svolge un servizio che coinvolge tutta la comunità: è tutta la comunità a soffrire quando gli essere umani soffrono ed è tutta la comunità che ricerca i modi per alleviare quelle sofferenze.
Progetti e risorse. La diaconia comunitaria inizia dall’accoglienza dell’altro e continua nell’ascolto e nell’accompagnamento. Le iniziative di sostegno dovranno tener conto delle situazioni reali e delle emergenze che la società presenta e la comunità ricercherà le risorse necessarie per attivare i progetti, ma la questione finanziaria sarà sempre secondaria rispetto all'esigenza di mettere al centro le persone che richiedono aiuto, chiunque esse siano.
Sensibilizzazione. D'altro canto la diaconia non può accontentarsi di lenire una parte limitata delle ferite della società, ma deve mettere in campo una forza di denuncia, di interpellanza e di proposta, presso gli individui, la comunità, la società nel suo insieme e le istituzioni pubbliche.
Volontariato. Il servizio è vissuto nella fraternità ed è offerto gratuitamente dai fratelli e dalle sorelle uniti in un’iniziativa comune e disposti, nell'osservanza dei progetti attivati, ad impegnarsi secondo le loro attitudini e le loro risorse personali di tempo.
Legalità e diritti. In ogni caso la testimonianza attiva dovrà essere esercitata nella legalità e nella osservanza dei diritti di ciascuno e di ciascuna. Questa attenzione dovrà essere testimoniata anche nella relazione necessaria con enti e associazioni, laiche o religiose che operano nel territorio.
(Torino, maggio 2011)