Predicazioni e riflessioni bibliche
“Autorità”
EVANGELO DI MARCO 1: 21-28
1.- Come ogni volta che ci poniamo di fronte ad un testo biblico, anche oggi ci domandiamo quale sia il centro di questo breve racconto di Marco.
A prima vista si tratta solo della narrazione di un miracolo, anche se un miracolo particolare perché:
a) è il primo compiuto da Gesù (in Marco);
b) si tratta di un esorcismo, cioè della liberazione di un uomo tormentato da uno spirito maligno. Già questo dà da pensare a persone moderne, abituate a ragionare in termini di medicina o di malattia (fisica o mentale che sia) e non certo di demoni o di esorcismi.
c) L’esorcismo avviene nella sinagoga. In termini cristiani diremmo che il Diavolo abita (o viene sconfitto) in Chiesa.
d) Infine, lo spirito maligno confessa: “Io so chi sei...”: è la prima confessione di fede riportata da Marco, ed è un demonio che la pronuncia.
2.- Gli spunti di riflessione sono già tanti; ma se ci fermassimo solo a questo e se concentrassimo l’attenzione sul gesto miracoloso, probabilmente non coglieremmo l’aspetto più profondo del messaggio lasciatoci dallo evangelista. Il nostro racconto, infatti, si sofferma due volte a notare come i presenti rimanessero sbalorditi per l’autorità con cui operava Gesù e per il messaggio nuovo di cui era portatore.
In che cosa consistevano questa autorità e questa novità? I giudei del tempo non erano certamente gente incolta, anzi: la conoscenza delle scritture era molto diffusa ed i maestri della Legge riprendevano e commentavano antiche tradizioni. Essi insegnavano con erudizione, Gesù parlava con potenza: qui sta la differenza.
3.- Tutto ciò viene reso chiaro proprio dal racconto della guarigione: mentre Gesù si trovava, un sabato, in sinagoga, si imbatte in un uomo posseduto da uno spirito. Abbiamo detto che è singolare il fatto che proprio lì, nella chiesa, si incontri un demone, un rappresentante del Male, del Caos che tenta di opporsi all’ordine della buona creazione di Dio. Ma proprio questo spirito maligno è il primo a confessare il fatto che Gesù è il Santo di Dio ed a riconoscerne il potere.
Per tutta risposta, egli lo zittisce e, senza compiere gesti magici o usare formule rituali, con la sola potenza della parola, lo caccia, liberando così l’uomo posseduto. Avviene qui qualcosa di simile a ciò che ci viene detto nel racconto della creazione, quando Dio, con la sola forza della sua Parola, crea ogni cosa.
La creazione è vista anche come un mettere ordine al caos primordiale.
La Parola di Gesù non è dunque soltanto una parola saggia, ma è una parola potente, che ristabilisce l’equilibrio, la pace, l’ordine laddove il male (la presenza dell’Avversario) aveva prodotto il Caos. Noi siamo di fronte non soltanto alla guarigione di un uomo malato ma ad un gesto di creazione, di anticipazione di quel Regno di Dio che è il luogo in cui “si rimettono le cose a posto” dopo che il Male ha creato disordine. Qui noi abbiamo la conferma di quanto affermato nel primo versetto dell’Evangelo di Marco: «Inizio dell’evangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio»
4.- Che cos’è l’autorità? Quando pensano all’autorità di Gesù, troppo spesso le Chiese (e le religioni) pensano ad una dottrina nuova o ad un’ortodossia, di cui loro (i loro vertici) sono le depositarie – per cui il rispetto dell’autorità di Dio viene visto come il rispetto e la venerazione dei rappresentanti delle religioni.
Troppo spesso le religioni hanno pensato e pensano di poter imporre la loro verità con la forza, confondendo il loro potere con l’autorità di Dio ed hanno così procurato dei guasti difficilmente riparabili.
Sto pensando a due esempi, in particolare:
1. Il primo è che la Chiesa cattolica da qualche tempo vuole imporre, soprattutto in Italia dove trova un ceto politico costantemente genuflesso, la sua visione del mondo e dell’etica, tanto da creare situazioni drammatiche.
2. Questa tentazione non è presente soltanto nei cristiani. Il secondo esempio, infatti, è la mezza rivoluzione che è successa in tutto il mondo islamico qualche anno fa per alcune vignette satiriche su Maometto comparse su un settimanale danese. In queste rivolte si vede come le vignette rappresentino un pretesto di chi vuole comunque tenere alta la temperatura del confronto culturale.
5.- E’ questa l’autorità di cui si parla nell’evangelo? Non lo credo proprio.
L’autorità di Gesù non risiede tanto in nuove dottrine o in interpretazioni originali della Scrittura, quanto piuttosto nel fatto che egli rende vero e presente l’annuncio del Regno di Dio: è la potenza che sconfigge il Male e ridona pace agli uomini. Ogni volta che noi, discepoli del Cristo, vogliamo parlare con autorità, dobbiamo rifarci a questa potenza della presenza del Regno – e questo non è nelle nostre mani.
Nella Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani il testo biblico affidato alla meditazione dei protestanti verteva sulla parola «trasformati»: è quanto mai importante che tutti i credenti mettano al primo posto la necessità di essere trasformati dalla potenza della Parola di Dio.
Pastore Paolo Ribet
Domenica 29 gennaio 2012 - Via Villa, Torino