Pasqua: Cristo è risorto

Strada per Emmaus (illustrazione di Max Cambellotti)

Il Signore è risorto veramente.
Luca 24, 3

Allelluia, il Signore è risorto! Queste parole, diventate in alcuni contesti un saluto pasquale, trovano le loro origini nella parte finale del racconto dei pellegrini dell’Emmaus. Si alzarono e tornarono subito a Gerusalemme. Là, trovarono gli undici discepoli riuniti con i loro compagni. Questi dicevano: “il Signore è risorto veramente ed è apparso a Simone”.

Questo episodio che ci racconta l’evangelista Luca è molto interessante, perché è la prima volta che i discepoli con convinzione proclamano in comunione la risurrezione di Cristo. In quella notte, tutti chiusi in una casa a Gerusalemme esultano, con una espressione di gioia profonda per la risurrezione di Cristo. Una gioia che si tramanda anche oggi a noi, che ci permette di vivere lo stesso sentimento, di incontrarsi, condividere le stesse emozioni che portano a trasformare le nostre vite e a contribuire a costruire un mondo più giusto e riconciliato.

Come sappiamo, i discepoli per arrivare a questa convinzione comune e condivisa, hanno percorso una lunga strada. Dopo la morte di Gesù, i pensieri erano concentrati su tutto quello che è stato costruito con il Maestro e che è andato in fumo, i progetti e le speranze. Una ferita troppo profonda da rimarginare; ora si scopre che anche il corpo non è più nella tomba. Dalla delusione lasciata dal vuoto del Maestro si aggiunge la disperazione di non avere più nulla di cui ricordarsi. Le testimonianze di Maria e Maria Maddalena non bastavano per calmare la delusione dei compagni di Emmaus, anche Pietro non li convince. Ma ecco, una voce di uno che non vuole farsi conoscere. Una voce che rompe il muro, che scioglie gradualmente i nodi e ricostruisce lungo la strada un filo rosso che apre un dialogo. Gesù si fa compagno delle delusioni, delle incomprensioni, dell’incapacità di vedere. La voce di Gesù fa scoprire ai due compagni finora chiusi dentro al peso della disperazione, ritrovandosi di colpo senza un punto di riferimento, due virtù: i due compagni si aprono all’ascolto e al racconto. I discepoli ascoltano le domande di Gesù e non resistono a raccontare le loro ansie e perplessità fino a scoprire realmente chi era la persona al loro fianco.

Anche oggi Gesù vuole camminare, fare strada con noi, anche con le sue domande spesso imbarazzanti che ci pone la scrittura e ci offre oggi e ora la libertà di esprimere i nostri dubbi e le nostre ansie, fino a scoprirlo bene al nostro fianco nel percorso della nostra esistenza e condividere con gli altri fuori dalle nostre mura questa bella notizia: “Allelluia, il Signore è veramente risorto!”

Berthin Nzonza

Culti evangelici di Pasqua a Torino

  • Venerdì 19 aprile, ore 21: Chiesa battista in via Passalacqua 12 (zona Porta Susa).
  • Sabato 20 aprile, ore 19: Culto internazionale multilingue (italiano, francese, inglese), Tempio valdese di corso Principe Oddone 7 (zona piazza Statuto).
  • Domenica 21 aprile, ore 10,30 – Pasqua: Tempio valdese di corso Vittorio (culto unificato: la sala di via Villa e il tempio di corso Oddone resteranno chiusi).